Tempo dopo la Pentecoste
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Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.” (Lc 7,11-17)
Un unico figlio di una madre vedova era morto, oltre il dolore per la madre vi era anche un futuro di indigenza, di forte povertà per questa donna. L’intervento di Gesù ridona vitalità, il figlio rivive e viene restituito alla mamma.
Gesù restituisce la vita che non ha termine e continua per sempre. Quel figlio ormai morto riprende coscienza ed è proprio lui che non ha smesso di esistere ma aveva lasciato il proprio corpo che era rimasto esanime, morto. Il corpo era ormai morto ma l’anima di quel ragazzo era rimasta viva.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 7,11-17 di mercoledì 1° luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)