Sabato della settimana della IV domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Memoria facoltativa di Santa Elisabetta di Portogallo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».” (Gv 10,14-18)

Vi è una conoscenza reciproca fra le pecore e il buon pastore: « … conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me … ».
Gesù instaura un rapporto di conoscenza reciproca, di fiducia e una profonda amicizia. Ma come tutte le amicizie questa può essere messa a rischio e non certo dal Signore Gesù ma dall’uomo. Per esse uno solo gregge e un solo pastore necessita un grande sforzo da parte di ognuno. Qualsiasi comportamento che induce a separazione comporta una frattura nel gregge e nella amicizia di Gesù. Qualsiasi comportamento che induce alla unità, alla coesione, alla importanza di essere assieme, contribuisce invece ad un solo gregge e a un solo pastore. In quest’ultimo caso c’è l’umiltà, la via cristiana d’eccellenza che porta alla gioia nell’intimo del cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 10,14-18 di Sabato 4 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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