Tempo dopo la Pentecoste
V Domenica dopo Pentecoste
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Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».” (Lc 9,57-62)
Gesù insegnava e praticava molti segni per annunciare il Regno di Dio. Alcune persone rimanevano colpite dal suo insegnamento e dalla sua persona che infondeva fiducia, speranza. Alcune decidevano per conto proprio di abbandonare tutto e di seguire Gesù, altre erano chiamate direttamente dal Signore Gesù.
Alcune delle prime persone che volevano di loro volontà seguire il Signore Gesù, non avevano però fatto un discernimento adeguato magari spinte dall’entusiasmo del momento. Gesù insegna subito la condizione del discepolo che a volte può essere severa:
«Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo», e «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Altre sono invece direttamente chiamate dal Signore Gesù non sono pronte alla chiamata e prima vorrebbero fare altre cose umanamente giuste ma non lo sono nell’esigenza del Vangelo per chi è chiamato ad annunciarlo:
«Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
La grandezza d’amore dell’annuncio del Vangelo supera qualsiasi esigenza umana, è annuncio di salvezza ad altre persone che grazie a questo possono cambiare vita. Ecco come può essere capita la frase: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. Sono i parenti che non vogliono aderire al Vangelo ed è quasi impossibile convincere un proprio parente. L’invito è quello di dedicarsi a evangelizzare altre persone (che non sono parenti).
Gesù aiutaci a essere piccoli annunciatori del Vangelo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 9,57-62 di Domenica 5 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)