Tempo dopo la Pentecoste
Memoria facoltativa di Santa Maria Goretti, vergine e martire
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Lettura del Vangelo e commento
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, il Signore Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché “vedendo non vedano e ascoltando non comprendano”. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza».” (Lc 9,57-62)
Molte persone accorrevano al Signore Gesù per i più svariati motivi. Solo una parte sarebbe poi stata fedele e perseverante al messaggio di salvezza.
Con una parabola Gesù fa capire che ci sono persone che pur ascoltando si dimenticano subito, altre custodiscono la memoria ma alle prime difficoltà lasciano perdere tutto, il loro cuore è altrove. Altre ancora sono più vicine alla Parola ma la asciano per via delle preoccupazioni e attrazioni del mondo. Infine, vi sono coloro che ascoltano e custodiscono la Parola e producono frutto, bene, amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 9,57-62 di Domenica 5 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)