San Benedetto, abate

Tempo dopo la Pentecoste
San Benedetto abate, festa
Sabato 11 luglio

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Gv 15,1-8)

San Benedetto da Norcia abate, patrono d’Europa, è il patriarca del monachesimo occidentale. La lettura meditata della parola di Dio e la lode liturgica, alternata con i ritmi del lavoro in un clima intenso di carità fraterna e di servizio reciproco, fanno il modello e la regola del monaco occidentale.
Oggi questo sembra al di fuori di ogni realtà. Come può essere possibile in un società basata sull’informazione e sul continuo essere “on line” una vita da benedettino? Preghiera, meditazione, lavoro, fraternità? Ma proprio per un eccesso di comunicazione, di efficienza lavorativa, di ricerca di risalutati, molti si stanno accorgendo che c’è bisogno di un ritorno ad una dimensione che rispetti l’uomo, la sua dignità e la meditazione, la preghiera sono aspetti molto ma molto importanti.
È un modo per rimanere nel Signore Gesù ed essere nutrito con la vita, quella vera. Altrimenti, rimanendo solo “on line”, si rischierebbe di far passare questa vita come una cosa che si consuma e si getta via.
Rimanere in Gesù è vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,1-8 di Sabato 11 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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