Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 20 agosto
San Bernardo, abate e dottore della Chiesa
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».” (Lc 12,13-21)
La questione della eredità è motivo troppo spesso di discussione, divisione fra molte famiglie. Dietro queste situazioni c’è il volere possedere e si producono buone giustificazioni come ad esempio: questo è per i figli, per i nipoti, per il loro futuro e si dice che è per loro che si fanno queste cose. Si va in tribunale e ci si rovina fegato e vita.
Spesso un esame di coscienza fa capire che quella eredità in realtà è il desiderio di gestirla e possederla con una valida giustificazione. È la via dell’egoismo, della divisione, della anti carità. È la via di “quello dei piani di sotto”.
Il possedere troppo spesso è la mortificazione dell’anima e diventa il progetto di vita: possedere sempre di più.
Il non possedere rende persone libere. Si tratta di possedere il giusto come mezzo per vivere e nulla di più. Il di più può diventare una cattiva via. Vi sono persone che hanno fatto promessa o addirittura voto di povertà: sono persone libere di camminare con il valore profondo del Vangelo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,13-21 di Giovedì 20 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)