Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 25 agosto
san Giuseppe Calasanzio
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.” (Lc 3,15-18)
L’evangelizzazione di Giovanni prepara la venuta di Gesù. La prima preoccupazione di Giovanni il Battista è di non essere preso per il Cristo lui stesso. È la tentazione per Giovanni il Battista perché molti vedevano in lui una figura profetica particolarmente retta e chiara nell’annuncio e questo faceva pensare che fosse lui stesso il Cristo. “Viene colui che è più forte di me” afferma e dice per se un ruolo importante ma nel contempo c’è colui che deve arrivare, il Cristo, che “ vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”, con quella presenza divina aperta a tutti coloro che accettano di riceverla: lo Spirito Santo. Giovanni Battista questo non lo poteva fare. C’è la piena consapevolezza di non essere lui il Cristo e di non insuperbirsi. A volte la tentazione di essere superiore a molte altre persone è presente e strisciante. Un buon cristiano dovrebbe avere invece la consapevolezza dell’umiltà e vedere sempre quel dono nelle altre persone che è poco presente o assente in se. La via giusta è la gioia della condivisione dei doni e non quella di sentirsi superiore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dal Vangelo secondo Luca 3,15-18 di Martedì 25 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)