Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 18 settembre
sant’Eustorgio I, vescovo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».” (Lc 18,24-27)
I beni terreni possono essere una benedizione oppure una maledizione. Dipende da chi li possiede. Se essi sono un bene esclusivo di proprietà da proteggere e aumentarne la grandezza, allora questi beni possono diventare il motivo della esistenza, agendo in tutto per essi e mortificando l’anima. Non vi è altro motivo nelle relazioni sociali anche apparentemente buone se non quello della propria personale ricchezza. È l’epopea dell’egoismo. Se i beni sono un bene posseduto ma non sono il motivo della esistenza ma solo un mezzo per vivere, e vi è la condivisione generosa fatta di donazioni, di attenzione verso il povero, questi beni sono una benedizione. La tentazione del possedere una buona ricchezza per se è sempre molto pericolosa e allontana troppo dall’amore. Ma «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Giulitta e Quirico, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 18, 24-27 di Venerdì 18 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)