Venerdì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 13 novembre
sant’Omobono vescovo e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,14-30)

L’uomo può scegliere liberamente come percorrere la sua vita facendo delle scelte. Una scelta importante è quella che da una impronta, uno stile alla intera esistenza.
Una scelta potrebbe essere quella di approfittare il più possibile della propria esistenza a scapito altrui. Qui vi è la non attenzione verso il prossimo, non vi è espressione d’amore che potrebbe essere in alcuni gesti di carità. Vi è solo una grande attenzione per se stessi e quel poco di altruismo è solo per guadagnare un poco di immagine per se. Questa scelta allontana la gioia, l’armonia e anche il Signore.
Un’altra scelta potrebbe essere quella di inserire nella esistenza l’amore, la carità, l’uscire dal proprio se e aprirsi per essere attenti a quello che circonda e essere caritatevoli con chi ha bisogno. Questa seconda scelta richiama la gioia e va verso la felicità in una comunione con il Signore.
Chiediamo al Signore d’essere nella scelta d’amore, di essere in quella carità donando speranza in questo periodo d’epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,14-30 di Venerdì 13 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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