I Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Domenica 15 novembre
La venuta del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta». Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: «Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?». Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori. Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. […] In quei giorni, dopo quella tribolazione, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo».” (Mc 13,1-13, 24-27 forma breve)

La prima Domenica d’Avvento in Rito ambrosiano si apre con una prospettiva della seconda venuta del Signore Gesù. Una venuta che deve ancora accadere e sarà alla fine dei tempi quando “verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti” cosa che diciamo nel Credo ogni Domenica. La seconda venuta è nelle fede, è quello che crediamo da persone cristiane e fedeli. La prima venuta del Signore Gesù orma quasi 2021 anni fa, è cosa accaduta e fa parte della storia e del nostro bagaglio di fede ben riportato nei Vangeli sopratutto in quello di Luca e poi per quanto tutto il Nuovo Testamento, che è l’ultima parte della Bibbia. Dunque, la fine dei tempi sarà popolata da un evento, la seconda e ultima venuta del Signore Gesù Cristo e nel vangelo c’è prima un termine della esistenza terrena, uno spegnersi del sole, e di conseguenza un oscurarsi della luna. Questa lettura apocalittica provoca spesso paura e rifiuto. Questo è umano e speriamo tutti che capiterà molto in là nel tempo ma non è dato a nessuno sapere neanche indicativamente quando capiterà, e per essere precisi nessuno conosce neanche il secolo quando ciò capiterà. Adesso il futuro che abbiamo davanti è una incognita a causa della epidemia così ferrea e diffusa, non si può programmare nulla con certezza come si faceva un anno fa, nulla è più scontato. Da qui nasce un insegnamento: l’essere aperti a un futuro che verrà senza pretendere di programmarlo, ma di viverlo senza paura, senza angoscia. Gesù aiutaci in questo, donaci la grazia della tua presenza in questo periodo che è anche d’epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 13,1-13, 24-27 forma breve di Domenica 15 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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