Tempo dopo l’Epifania
Domenica 31 Gennaio
Festa del Signore
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.” (Lc 2,41-52)
A dodici anni Gesù avrebbe dovuto stare sottoposto ai genitori perché un bambino ebreo raggiunge l’età della maturità a 13 anni e un giorno. Invece per le bambine la maturità è a 12 anni e un giorno. Questo solo da un punto di vista religioso.
Dunque Gesù non aveva raggiunto l’età della maturità ma si distaccò dai suoi genitori e rimase a Gerusalemme. I genitori lo perdono. La santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe non era esente da incomprensioni, da problemi, e in questo caso i genitori ne commettono una un po’ grossa: perdono Gesù. Non commettono peccato, non c’è alcuna intenzione di lasciare Gesù a Gerusalemme, c’è un disguido, forse una non comprensione fra Maria e Giuseppe che non è peccato.
La santità non è esente da drammi, errori, problemi famigliari ecc. Una famiglia è santa perché sta dentro nel ménage familiare con la difficoltà del grave compito dell’educazione da parte dei genitori, con la difficoltà dei figli nel recepire e essere parte attiva nella famiglia. Se si affrontano i problemi familiari, a volte risolvendoli a volte no, si è in un percorso di famiglia santa. La santità non è la perfezione per cui tutto scorre come l’olio, una famiglia santa tenta di mettere il giusto olio nelle situazioni con gli inevitabili errori e fragilità personali ma ci sta dentro nelle situazioni che si vengono a creare di volta in volta.
Gesù per tre giorni stette nel Tempio per fare la volontà di Dio Padre. Ma Maria e Giuseppe quando ritrovarono Gesù non capirono le sue parole. Gesù stette dunque sottomesso ai suoi genitori come doveva fare un qualsiasi bambino.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,41-52 di Domenica 31 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)