Ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 14 Febbraio
Domenica Del Perdono

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece chi si umilia sarà esaltato».” (Lc 18,9-14)

Con questa Dominica inizia l’ultima settimana prima dell’inizio della Quaresima e si conclude il Tempo dopo l’Epifania nel Mistero dell’Incarnazione del Signore. Similmente a Domenica scorsa detta “Della Divina Clemenza”, questa Domenica detta “Del Perdono” induce a una riflessione sulla preferenza di Dio nel perdonare piuttosto che condannare una persona o una comunità che esprime il proprio pentimento.
La preferenza consiste nel non tenere in considerazione il male ricevuto, l’offesa ricevuta dall’uomo, non agendo come vorrebbe la giustizia con una giusta e severa punizione ma donando la grazia della ripartenza per vivere in modo nuovo grazie al perdono ricevuto da Dio.
Perdono deriva dal latino condonare, cambia il prefisso che da con passa a per. Attraverso il dono, un pieno, completo dono. Quello che vuole fare il Sigmore con noi, vorrebbe tanto perdonare.
Serve l’umiltà del pubblicano peccatore che in fondo alla sinagoga non si sentiva degno neanche di avvicinarsi un poco oltre poiché aveva coscienza della sua imperfezione e della sua fragilità. Esso sarà giustificato, perdonato.
Se al contrario c’è la convinzione personale di essere perfetto o comunque persona buona con pochi difetti meritevole delle grazie del Signore Dio, probabilmente si è su una strada di esaltazione personale dove difficilmente si può trovare un percorso di giustificazione e perdono.
L’umiltà è cosa fondamentale per essere buoni cristiani e non solo.
Signore, aiutaci a entrare nella Quaresima come persone umili, disposte a ricevere la novità gioiosa del perdono di Dio.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 18,9-14 di Domenica 14 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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