Martedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Martedì 2 marzo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno». ” (Mt 5,31-37)

Per alzare la qualità morale della propria esistenza, Gesù propone la semplificazione. Ad esempio non è necessario giurare, fare discorsi per garantire ad altre persone che alcune cose verranno certamente fatte oppure che alcune cose non saranno mai più fatte. Il giuramento implica anche l’indicare qualche cosa di prezioso sulla quale si giura come garanzia di quello che viene detto. Tutto ciò è macchinoso e pone spesso in disagio coloro che ascoltano.
La semplicità consiste nel linguaggio semplice e chiaro: «Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».
Questo potrebbe essere uno dei propositi quaresimali, l’astensione di discorsi complessi e l’astensione da ogni malignità verso persone che non sono presenti fra chi ascolta.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,31-37 di Martedì 2 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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