III Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Domenica 7 marzo
Domenica “di Abramo”

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)

“Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.” (Giovanni 8,37)
In questa settimana dedicata anche agli Esercizi Spirituali, ci accompagna questo versetto del Vangelo di Giovanni, nello specifico riguarda la difficoltà di accogliere la Parola del Signore.
I Giudei non volevano accogliere la Parola detta da Gesù, non solo non trovava accoglienza in loro ma vi era anche un atteggiamento prestabilito, avevano già giudicato Gesù e senza averlo attentamente ascoltato esprimevano una forte resistenza nei confronti della novità portata da Gesù.
Eppure questi Giudei avevano inizialmente creduto in lui ma il loro cuore nel contempo si era indurito. In loro vi erano radicate delle convinzioni e delle rigidità che potevano essere giustificate dalla Legge mosaica se letta e interpretata in modo rigido, farisaico. Ora se Gesù faceva un miracolo nel giorno del riposo sabbatico, allora secondo queste persone prendendo alla lettera la Legge, era un peccatore perché aveva fatto un lavoro non elencato fra quelli permessi nel giorno di sabato, non doveva guarire una persona. Ma in questo mancava il cuore: è stata salvata una persona.
Così Gesù rispondendo loro:
«In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono»
per quei Giudei diventa subito reo di morte poiché si è fatto come Dio, e solo Dio può chiamarsi “Io Sono”, secondo la Legge.
Ma davanti a loro c’era Dio e non lo avevano riconosciuto.
Nella nostra imperfezione, in un cammino di correzione fraterna e individuale, dovremmo mettere bene alla luce le nostre singole resistenze, quei atteggiamenti di non ascolto, di rigidità nei confronti di correzioni e nei confronti della Parola del Signore. L’abilità umana nella rigidità consiste anche nel sorvolare subito quel versetto del Vangelo che va contro la propria convinzione personale, lo si elimina, lo si lascia nell’oblio. Al contrario, dovrebbe essere subito memorizzato e chiedersi il perché quella Parola del Signore è per me difficile. Lasciarla decantare nel proprio cuore forse è la cosa giusta e l’inizio per abbattere alcune resistenze in un cammino di correzione.
In questa Quaresima chiediamo sempre l’aiuto del Signore Gesù, un aiuto anche per affrontare bene questo periodo di estrema pandemia e in una correzione fraterna e individuale che può sfociare nella gioia pasquale.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 8,31-59 di Domenica 7 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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