Tempo di Quaresima
Domenica 14 marzo
Domenica “del Cieco”
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” (Giovanni 9,7b)
Gesù, luce del mondo, illumina le fragilità dell’uomo, le sue mancanze, le sue omissioni nella indifferenza, i giudizi troppo sommari e superficiali, le parole dette senza il collegamento con la mente e lo spirito, e quelle azioni così superficialmente fatte facendo del male a se stessi e alle altre persone. Gesù, luce del mondo, illumina.
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”
Una persona cieca dalla nascita è raggiunta dalla grazia di Dio. Gli è chiesto di andare, lavarsi, tornare.
Vi sono delle azioni che il cieco è chiamato a fare. La prima è quella della fiducia riguardo la verità della Parola del Signore, il fidarsi del Signore. La seconda è quella di agire prontamente su questa fiducia, e quindi il cieco si mette in moto, lascia lì il suo immobilismo, e nella speranza si avvia verso quella piscina indicatagli da Gesù. La terza è quella di lavarsi gli occhi, cioè l’azione volontaria di accettare di togliere la propria cecità, l’uscita dalla condizione di immobilismo. Una volta ottenuta la vista il cieco ritorna.
L’azione guaritrice del Signore Gesù diventa efficace se questa viene accettata dall’uomo capendo la propria imperfezione, i propri peccati. È la riconciliazione, la rinnovata comunione con il Signore che era andata incrinandosi o addirittura persa. L’azione guaritrice nella riconciliazione, e qui si intende anche il Sacramento della Chiesa, rinnova l’uomo in una gioia interiore nella scoperta di una profonda novità nel cuore.
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”
Gesù, luce del mondo, aiutaci a riacquistare la vista dalla cecità di vite ripiegate su se stesse, chiuse nell’egoismo, non affacciate all’amore. Aiutaci a essere persone che si rinnovano in una profonda riconciliazione. Aiutaci in questa epidemia!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 9,1-38b) di Domenica 14 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)