Tempo di Pasqua
sant’Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa
Mercoledì 21 Aprile
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Gv 6,1-15)
«Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!»
I cinque pani d’orzo e i due pesci diventano sufficienti per sfamare una grande folla. Si tratta della moltiplicazione dei pani e dei pesci che Gesù compie per compassione, per vicinanza a ognuna delle molte persone che erano venute per ascoltarlo e per le molte guarigioni che aveva compiuto.
Gesù vuole essere vicino, vuole donare un qualche cosa di speciale affinché anche il più acerrimo dei peccatori possa fermarsi, guardare, e iniziare a cambiare nel suo cuore in quello che può diventare una svolta, un profondo cambiamento verso il bene, la conversione.
I segni, i miracoli, servono per dare una direzione verso il bene, e la speranza, certezza nella fede, della vita eterna che può essere nella beatitudine celeste.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,1-15 di Mercoledì 21 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
)