III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Domenica 13 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione “li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».” (Mc 10,1-12)

Il matrimonio è una cosa seria per essere persone felici. È impegno, rispetto, sguardo d’amore, di comprensione, di accoglienza ed altro e altro ancora. Qui sta la scelta di entrambi i coniugi, una scelta importante nella considerazione di diventare persone che camminano assieme con una promessa di un legame che non potrà più essere sciolto, una promessa che dice: “voglio essere con te per tutta la vita”, che non è solo poesia ma amore.
“li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola”
Non è una unione superficiale, l’essere assieme per il perdurare di un tempo che termina quando vi sono alcuni problemi. Qui è il gioco dell’amore dove lo sguardo verso il coniuge dovrebbe essere di comprensione e perdono nel risolvere assieme quello che non va bene, e senza giudicare, perché il marito e la moglie non devono essere giudicati ma amati.
«Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto»
Ma ci sono persone che non ce l’hanno fatta e qui c’è la misericordia di Dio che è vicino a chi ha il cuore ferito. Non dunque esclusi a causa del fallimento matrimoniale ma accolti con cammini dedicati e attenti,
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,1-12 di Domenica 13 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento