XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Domenica 8 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Gesù si rivolge a coloro che avrebbero dovuto custodire e promuovere la fede senza interessi particolari e senza la presunzione di essere coloro che detenevano ogni diritto nelle sfera religiosa.
Fra costoro c’erano i capi dei sacerdoti e gli anziani che vedevano in Gesù un grave ostacolo alla loro funzione anche perché ciò che proponeva Gesù era il ritorno alla gratuità di cuore tralasciando ogni attaccamento alle cose e interessi terreni.
Troppo grande il cambiamento, quello che dovevano fare costoro era una decisa conversione del cuore verso la carità.
Nella parabola è descritta questa situazione che si protrae nel tempo fin dagli inizi delle storia della salvezza dove molti profeti furono inviati, maltrattati e uccisi perché non ascoltati. Eppure erano messaggeri veraci di Dio. All’ultimo l’unico Figlio di Dio viene inviato e anche costui verrà maltrattato e ucciso.
Gesù è l’erede, è il Figlio di Dio, il profeti che lo precedettero sono in sinergia con lui, fanno parte dell’idea di Dio per salvare l’uomo. Le autorità religiose dell’epoca sono in abuso del loro potere fino ad arrivare a processi sommari come quello che sarà per Gesù. Ma non ci si può sostituire all’amore di Dio con la pretesa e l’abuso di potere. L’amore del Signore preverrà e prevale sempre su ogni forma di male e lo fa con quello stile di apparente debolezza, la morte in Croce di Cristo, che è espressione massima della sua onnipotenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 di Domenica 8 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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