Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giovanni Eudes, sacerdote
Giovedì 19 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».” (Lc 12,54a.57 –13,5)
Nel Vangelo odierno troviamo l’importanza della conciliazione, e una indicazione riguardo al collegamento del peccato con una sorte drammatica come una uccisione o un disastro.
È importante trovare una conciliazione su un terreno precedente fatto di litigio, e come conseguenza di probabile giudizio in tribunale con tutte le conseguenze drammatiche di pesantezza spirituale, di spesa economica, e il rischio di ricevere una pena. Necessita uscire dalla dinamica del “io ho assolutamente ragione!” e incominciare a guardare l’avversario non più come il nemico ma come persona, tentando di capirlo e tentare di trovare un accordo soddisfacente. Questa è una dinamica che inizia a essere di carità perché si innalza lo sguardo verso una persona nel tentativo di costruire una vera pace.
Nella seconda parte del Vangelo, Gesù slega la certezza dell’epoca riguardo il collegamento del peccato con una sorte nefasta come una uccisione, un incidente grave e, sappiamo, anche con una malattia. Non è detto che quell’evento nefasto sia conseguenza del peccato, molte altre persone peccatrici non subiscono la stessa sorte. Dunque Gesù afferma che non c’è una conseguenza diretta di un peccato con una morte accidentale o ingiusta su questa terra, poiché molti altri peccatori non subiscono tali conseguenze.
Però, chi vive in una costante situazione di peccato è morto dentro, cioè ha distolto da se per sua scelta la vera gioia che il Signore vorrebbe donare.
Gesù aiutaci a essere persone che abbiano nel cuore l’intenzione di mettere da parte il proprio peccato, e con una buona volontà e con il tuo aiuto misericordioso potrebbe essere possibile l’impossibile.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54a.57–13,5 di Giovedì 19 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)