Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 22 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli:
«Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1b-10)
Un centurione, un capo di una centuria circa cento soldati, che oggi corrisponderebbe al grado di capitano che coordina una compagnia di soldati, chiede la guarigione di un suo servo. Questi era a suo diretto servizio, oggi nell’esercito potrebbe essere un attendente, un aiuto diretto al capitano.
Il centurione ci tiene alla vita del suo servo, ha una attenzione della sua salute e una attenzione anche verso i civili dove era di servizio, infatti aveva fatto costruire per loro una sinagoga.
Inoltre il centurione crede in Gesù, tanto che invia alcuni anziani dei giudei per chiedere la guarigione. La sua fede è qui già presente, crede che Gesù abbia il potere di guarire.
Ma la fede del centurione è ampia, a tal punto di non ritenersi degno della richiesta della convocazione di Gesù sotto il suo tetto e nella considerazione della onnipotenza della parola del Signore Gesù:
«di’ una parola e il mio servo sarà guarito».
Gesù per via della fede del centurione guarisce subito il suo servo.
Il centurione aveva uno sguardo nel bene dei suoi sottoposti, dei civili dove abitava ed aveva una grande fede.
Aiuta Signore a essere persone di sguardo benevole verso il prossimo, di fede certa, saldi nella speranza non dubitando mai di te e confidando sempre nella tua misericordia e nella tua Parola. Dona gioia e pace a chi vuole credere alla tua Parola.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1b-10 di Domenica 22 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)