Martedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Giovanni della Croce, sacerdote e dottore della Chiesa
Martedì 14 Dicembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque dal Signore Gesù i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.” (Mt 22,15-22)

Rendere, e non dare. Il termine usato da Gesù nella famosissima affermazione non è dare a Cesare e dare a Dio bensì:
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»
Rendere qualche cosa perché si è debitori. A Cesare perché lo stato da molti servizi come la sanità come la scuola, le forze dell’ordine, e così via, per cui bisogna rendere qualche cosa allo stato.
A Dio che cosa si può rendere visto che siamo debitori del tutto? Della vita, della creazione. Che cosa si può restituire a Dio? Credo un poco d’amore vissuto, donato, ricevuto.
Gesù aiutaci a essere grati di quanto abbiamo ricevuto e di vivere donando sempro come un popolo in cammino verso Gesù.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,15-22 di Martedì 14 Dicembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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