Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
beato Manfredo Settala, sacerdote
Giovedì, 27 Gennaio
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi! ». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti ». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.” (Mc 5,1-20)
Gesù manda via il male, l’impedimento di scelta libera, ridona la possibilità di vedere e prendere coscienza delle proprie azioni e di iniziare una nuova esistenza diretta verso il bene.
Gesù è l’unico che possa colloquiare con il male, in questo caso con molte entità, spiriti impuri, e ha potere su di essi. Non accada mai il prendersi la libertà di entrare in relazione neanche per scherzo con qualsiasi ipotetico spirito. Gesù può farlo, l’uomo no, sarebbe ingenuo e, se pur in casi rari, l’uomo rischia di esserne posseduto.
Gesù dunque ha questo potere di dominio su ogni entità spirituale, ricordiamoci sempre che tutte le cose sono state create per mezzo di lui. L’uomo no. Gesù da la possibilità all’uomo di ritornare a “essere sano di mente” a riconquistare la propria dignità. Anche nei “piccoli” peccati si perde qualche cosa della propria dignità, qualche cosa di bello, il Signore la può restituire con la partecipazione dell’uomo, il suo pentimento e la voglia di ripartire.
Confidiamo nel Signore nella sua bontà e nella sua intenzione di ridonare la libertà all’uomo peccatore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 5,1-20, Giovedì 27 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)