Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Domenica, 30 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

Padre, madre con una storia d’amore. Sì sono assieme per via di un incontro d’amore con una viva speranza e luce intravista verso il futuro che può donare anche figli. «a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò»(Genesi 1,27)
La bellezza di un incontro con un progetto che diventa coraggioso, la famiglia. Con quei occhi negli occhi dove ci si capisce in un dialogo che può diventare silenzioso; il silenzio a volte è più eloquente delle parole.
Giuseppe ha la responsabilità della Famiglia, della santa Famiglia con tutti i suoi limiti come tutte le famiglie. La santa Famiglia non vuol dire la perfetta Famiglia, ma santa nell’affrontare le proprie mancanze, errori, dubbi, paure. Giuseppe ebbe paura di condurre Maria e Gesù nella terra di Israele perché nella Giudea regnava Archelao. Il Signore viene incontro a Giuseppe e lo indirizza a Nàzaret dove potrà far crescere Gesù in un ambiente semplice, sano, di amore familiare e di lavoro.
Santo dunque non perfezione, ma vuol dire tentare di vivere le varie dimensioni dell’amore quando c’è gioia, letizia, armonia, comprensione e soprattutto quando c’è il dramma, l’incomprensione, la sofferenza, la difficoltà nel crescere, capire e fare scelte giuste per i figli, e la difficoltà di ascoltare e capire i genitori.
Giuseppe assieme a Maria compie quell’azione educativa per Gesù, ricordiamoci sempre che Gesù è uomo-Dio. In quanto uomo vive pienamente l’esperienza umana partendo dal concepimento e poi da neonato, bambino, adolescente, ragazzo, adulto. Ha bisogno di essere educato, di vivere questa esperienza che Giuseppe e Maria gli donano. Gesù si sottometterà a tutto ciò con pazienza onorando i genitori.
Oggi ci dovrebbe essere la rinascita dell’azione educativa: i papà dovrebbero tornare a fare i papà, le mamme le mamme. C’è un ruolo importante educativo con non è ruolo alla pari ma ruolo di rapporto d’amore fra genitori e figli.
Ogni famiglia come quella di Gesù, Maria e Giuseppe, è chiamata alla capacità d’amare con un graduale sviluppo nel tempo, non c’è un amore fisso e omologato ma cambia sempre col passare dei giorni. Accettare questo vuol dire crescere assieme nella famiglia in una comunione fra i componenti e con il Signore.
«Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa.» (Amoris Laetitia 325)
Viviamo l’amore nella famiglia non rinunciamoci!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23, Domenica 30 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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