V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 6 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. ” (Mt 8,5-13)

Il capo di una centuria di soldati, circa un centinaio, è preoccupato per il suo servo, un suo attendente gravemente malato e sofferente. Il centurione è attento alle sorti del suo servo e anche di ogni sottoposto. L’attenzione è già un segno del desiderio di comunione, relazione con la sua truppa e il suo attendente.
Sentito parlare di Gesù chiede un suo intervento ma non vuole che Gesù vada a casa sua poiché si ritiene indegno. Considera Gesù persona importante, potente e che ha a che fare con Dio. È sicuro dell’azione benefica che Gesù potrebbe fare, ha grande fede nel Signore.
Oltre il desiderio di relazione con le persone, il centurione ha sentimento di compassione nei confronti di chi soffre e infine ha fede, molta fede in Gesù. Questo ha conseguenza di una particolare ammirazione del Signore che agisce e guarisce.
Una persona buona persegue le relazioni con le persone, non si sottrae se vi sono dei bisogni, delle sofferenze ma si mette in gioco per vedere cosa si può fare, ha un cuore aperto, che crede, e dalla fede attinge tanto della sua bontà.
Fede, speranza e carità. Sono le tre componenti che dovrebbero essere presenti in ogni persona credente, le virtù teologali.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 8,5-13, Domenica 6 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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