Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sante Perpetua e Felicita, martiri
Lunedì, 7 Febbraio
VANGELO
“In quel tempo. Chiamata di nuovo la folla, il Signore Gesù diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Partito di là, andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato. ” (Mc 7,14-30)
«sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro»..
Le parole puro, impuro, spesso danno un senso di disagio per chi le ascolta, vi è un contrasto fra una tradizione umana e i comandamenti di Dio, vi è un senso di assoluto impraticabile all’uomo, del solo bene o del solo male.
Da una parte, puro, spesso rappresenta una impossibilità dell’uomo, un qualche cosa di irraggiungibile, d’altra parte, impuro, è come essere in una condizione di condanna permanente nel considerai sempre indegno, non presentabile, sporco.
Vi è una strada che porta a staccarsi da considerarsi essere assolutamente cattivo o assolutamente buono, è quella dell’amore. Vivendo con amore certamente non si fanno cose cattive come: « impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza»..
Vivendo nell’amore non ci si può considerare neanche perfetti, puri, assolutamente buoni ma graziati dall’amore di Dio.
Guardando Gesù si è graziati, perdonati dal suo amore, e in questo senso ci si può considerare un poco puri tendendo sempre viva la propria fragilità di persona che ha bisogno sempre del perdono e dell’aiuto di Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,14-30, Lunedì 7 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)