Martedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì, 1° Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

I sadducei negavano l’immortalità dell’anima e come conseguenza negavano anche la risurrezione dai morti e l’esistenza dello Sheol, il regno dei morti o meglio per noi dell’aldilà.
Probabilmente, ma non è certo, consideravano comunque una esistenza dopo il passaggio terreno.

I sadducei non vi saranno più dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., vi saranno i farisei e da qui in poi la fede ebraica si baserà unicamente sulla risurrezione dai morti.
I sadducei dunque chiedono a Gesù riguardo la risurrezione e su questo hanno due errori: il primo è quello di immaginare la vita dei risorti uguale a quella terrena dove si prende marito e moglie. Il secondo errore riguarda una grossa svista delle scritture in cui si riferisce a Dio che parla a Mosè e dice di essere Dio dei patriarchi già da tempo morti ma esistenti nella sfera di Dio:
“Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”
Un Dio che parla di persone viventi, quindi risorte.
Signore aumenta la nostra fede, guarisci le pieghe del dubbio, dona pace, dona a ognuna di essere datore di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 12,18-27, Martedì 1° Marzo 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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