IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica del cieco
Domenica, 27 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».

Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».

Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)

Vi era una profonda convinzione che le malattie fossero unicamente conseguenza di alcuni peccati. Questa era talmente radicata per i discepoli di Gesù che consideravano la cecità dalla nascita del mendicante incontrato causata dai peccati commessi dai suoi genitori.
Gesù, spiazza, rinnova, fa riflettere i cuori: «Né lui ha peccato né i suoi genitori»
La malattia non è detto che sia conseguenza del peccato, basta ricordare persone come Giovanni Paolo II o Giovanni XXIII entrambi santi e morti a causa di gravi malattie, la santità delle persone non protegge da drammi, eventi, malattie, aiuta ad affrontare e a vivere queste situazioni difficili.
La malattia può diventare luogo di salvezza e di rivelazione di Dio. Per il cieco nato «è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.»
La guarigione viene donata al cieco nato raggiunto dalla misericordia del Signore Gesù che chiede la sua collaborazione perché possa vedere. Il cieco è incontrato da Gesù, il cieco lo ascolta, crede nelle sue parole e fa quello che Gesù gli ha detto. «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe»
Da qui inizia il cammino di guarigione di questa persona che inizia a vedere.
La Luce del mondo, il Signore Gesù, vuole illuminare le menti assopite e impigrite, vuole illuminare le difficili situazioni di schiavitù di peccato, vuole riavviare il battesimo perché possiamo diventare veramente testimoni della luce del Signore Gesù.
Di fronte all’invidia che acceca le persone incontrate dell’ex cieco, farisei, giudei, vi è da anteporre quell’atteggiamento di gioia per le persone che ce la fanno, che ce l’anno fatta come questo cieco. L’invidia paralizza e non fa vedere il miracolo ai quei giudei e farisei incontrati dall’ex cieco.
Camminare dietro a Gesù Luce del mondo con una buona dose di umiltà vuol dire diventare Comunità che non ha invidia per le persone che riescono ma gioisce insieme a loro!
Gioire insieme a coloro che sono stati liberati dalla schiavitù di una vita che poteva essere altrimenti sempre meschina, gioire per il bene degli altri!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,1-38b, Domenica 27 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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