Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Agosto
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».” (Lc 16,19-31)
Il povero Lazzaro ha un nome, è considerato come persona importante data la sua condizione di sofferenza. Il ricco non ha un nome. Persona anonima che non ha valore perché non esprime amore.
Se non vi è amore nella vita, non è vita, e se per di più il cuore si chiude al grido degli oppressi e dei poveri si è già in una condizione di morte nell’anima anche se si è vivi su questa terra.
Il ricco avrebbe potuto dare un qualche cosa al povero Lazzaro, avrebbe potuto esprimere la carità ma non lo fece.
La condizione del ricco rimane quella della morte che si esprime nella caduta negli inferi dove trova il non amore, quello che aveva espresso in vita.
La condizione del povero Lazzaro è quella della rinascita, della vita eterna nella beatitudine dove trova l’Amore.
Vivere per quanto si può l’amore su questa terra è già una beatitudine perché l’amore dà forza e conforto nel cuore. Ci si dovrebbe sforzare ad uscire dai propri piccoli e grandi egoismi per trovare quelle piccole e grandi espressioni e occasioni d’amore nella carità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,1931 Domenica 21 Agosto 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)