III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 18 Settembre

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».” (Gv 5,25-36)

La vita irrompe nell’esistenza dell’uomo. Non vi è più il nulla al termine della esistenza terrena, vi è vita. Come viverla dipende da come la si trascorre nel primo tratto terreno, in quella esistenza che noi tutti sperimentiamo su questa terra e che poi inevitabilmente termina ma con la speranza della vita che continua nella sua eternità.
Se la vita su questa terra è vissuta con amore per quanto è possibile nella nostra umanità, si pare la possibilità della risurrezione di vita, quella nella pienezza di pace e di gioia.
Se durante il passaggio terreno viene tenuto costantemente lontano l’amore, vivendo solo di espedienti per ottenere tutto per se stesso, allora si apre il varco di una risurrezione di condanna.
C’è comunque la certezza di un giusto giudizio da parte di Dio che si distanzia molto da quello umano assai imperfetto. Grazie alla venuta di Gesù Cristo la speranza si è ampliata, è Colui che è venuto a salvare e non a condannare senza appello l’uomo peccatore, perché conosce la miseria del cuore dell’uomo (la misericordia).

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,25-36 Domenica 18 Settembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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