Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
La partecipazione delle genti alla salvezza
Domenica 30 Ottobre
“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».” (Mt 22,1-14)
La parabola del banchetto di nozze ben preparato da un re vuole essere un annuncio della partecipazione alla salvezza che il Signore ha preparato per ognuno. C’è la speranza che è nel Signore e ha preparato qualcosa di gioioso e bello per ogni persona che voglia aderire al suo invito. L’invito è quello di partecipare, di dare un contributo alla salvezza e nel contempo di essere salvi nella gioia. Sì, è un invito non nella tristezza ma essere in cammino verso quel banchetto con la gioia nel cuore.
Ma la fragilità dell’uomo è quella di non curarsi dell’invito del Signore e andare per altre strade con molte giustificazioni, affari, lavoro, faccende. Così facendo si perde quell’invito e lo sguardo verso l’alterità, verso l’eternità e l’attenzione diventa solo per le cose “importanti” della vita terrena, il Signore viene messo da parte o ben confinato secondo alcuni pensieri molto umani.
Infine c’è chi pensa che comunque e in ogni caso parteciperà al qual banchetto anche se non si è preparato, non ha messo quel vestito adatto, non ha preparato il cuore, anzi è stato molto superficiale. Meglio non rischiare e tentare di vivere l’amore con uno sguardo che è vivo verso il Signore.
Possiamo vivere nella gioia della fede per essere la nuova Comunità Pastorale “Discepoli di Emmaus” con cammini di fede verso quel banchetto preparato per noi.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,1-14 Domenica 30 Ottobre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)