Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Leone Magno
Giovedì 10 Novembre
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».” (Mt 25,14-30)
Un uomo consegna i suoi beni a tre servi distribuendone secondo le capacità di ognuno.
Stupisce che i beni siano dati in custodia con piena fiducia di fatto delegando in modo completo queste tre persone. Quello che faranno di questi beni ne risponderanno al ritorno dell’uomo ma adesso sono chiamati a gestirli come se fossero di loro proprietà.
Per i primi due non vi sono impedimenti affinché possano far fruttare bene i talenti consegnati, per il terzo c’è la paura.
Questa immobilizza il servo che non riesce a fare nulla con il talento consegnato e lo seppellisce senza usarlo, senza impiegarlo. Così al ritorno dell’uomo avrà un severo giudizio per non aver impiegato il suo talento-
Quali talenti sappiamo in coscienza d’avere? Li stiamo impiegando, stiamo usando le nostre capacità a favore della comunità, delle persone che ci sono vicine?
Signore aiutaci a essere persone che si giocano per essere felici.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,14-30 Giovedì 10 Novembre 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)