Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica detta “del Perdono”
Domenica 19 Febbraio 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».” (Lc 15,11-32)
La Domenica del perdono è l’ultima Domenica dopo l’Epifania prima dell’inizio della Quaresima. Anche in questa Domenica siamo chiamati a porre lo sguardo verso il desiderio di perdono di Dio nei nostri confronti.
Nel Vangelo troviamo una storia d’amore e di perdono. In questa parabola vi sono tre persone coinvolte, due figli e il padre. Quello minore chiede la sua parte di eredità al padre che inaspettatamente gliela concede dividendo le sue sostanze fra i due figli. Un padre che ascolta e rispetta la scelta del suo figlio minore lasciandogli la sua libertà d’agire. Il figlio minore lascia la famiglia a va a sperperare il tutto in un paese lontano.
Quando ha sperperato tutto per prendere coscienza di quello che ha fatto deve toccare il fondo non potendosi nutrire neanche delle carrube per i porci. A volte bisogna toccare il fondo verso una condizione di vita priva di tutto, di buone relazioni, di persone che ti vogliono bene, un minimo di beni, privo dell’essenzialità della vita. Si è in una condizione di morte, vivo nel corpo ma morto dentro.
Il figlio torna in se, si pente e coniuga la richiesta di perdono al padre, la pensa e l’articola: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;» e ritorna a casa.
Il padre vede il figlio tornare e ne ha compassione. Partecipa nel suo cuore alla sofferenza del suo figlio minore, capisce e lo ama, lo ha sempre amato. È l’incontro fra il padre e il figlio che è perdonato. Qui c’è la festa.
«questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Il figlio maggiore rimasto con suo padre rimane scandalizzato per la festa, il buon trattamento dato a suo fratello e non vuole parteciparvi. Quante volte rimaniamo scandalizzati per motivi di ingiusta eredità, di comportamenti veramente sbagliati ma in realtà è un modo di pensare fatto non di amore. Qui c’è un fratello che è stato ritrovato e salvato. Ora c’è la festa la gioia del fratello che è vivo, è tornato in vita, l’eredità può essere messa da parte. Eventualmente dopo se ne parlerà ma con la misericordia, il perdono, e la gioia di un figlio, di un fratello che è tornato alla vita.
«questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 15,11-32, Domenica 19 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)