Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
III Domenica di Quaresima
Domenica 12 marzo 202
Lettura del Vangelo e commento:
VANGELO
”In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)
Gesù è in discussione con alcuni Giudei e ora si rivolge a quelli che lo avevano ascoltato e creduto.
«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»
Se rimarrete nella mia parola. Come considero la Parola del Signore? Come consideravano queste persone la Parola di Gesù? Il loro orgoglio, la loro dura cervice nell’essere giusti, senza errore nei giudizi, praticamente perfetti e rispettosi della Legge, li distanzia subito da Gesù, da continuare a credere in lui e alle sue Parole.
Per loro vi è poi il pericolo dell’umiliazione, quella di essere dei suoi discepoli che vorrebbe significare l’umiltà di aver bisogno del discepolato, cioè imparare dal maestro Gesù, punto di riferimento per la propria vita.
Questo impedisce loro di affacciarsi alla verità, alla gioia di essere con e per Gesù con una prospettiva di essere in Gesù, in una forte comunione spirituale con Dio.
Per queste ragioni la discussione diventa aspra, Gesù vuole liberare anche costoro con la verità che fa liberi apre a Dio, apre agli altri, e libera da ogni presunzione e cattiveria.
Ma i Giudei che hanno creduto in lui si infilano in un percorso di arroganza, di presunzione di essere dalla parte giusta senza alcun bisogno d’ascolto.
Quante volte ci capita di presumere di aver assolutamente ragione e che le altre persone non capiscono, non sanno, non riescono a ragionare o sono contro di me. Ma è così? Se si parte da una diversa prospettiva mettendo da parte la presunzione di essere nel giusto, si va verso l’ascolto paziente per capire e anche cambiare la propria opinione!
Questi Giudei chiudono il cuore e con abilità ma disonestà intellettuale giustificano se stessi perché figli di Abramo e come tali sono bravi giudei. Per loro è Gesù che è indemoniato. Ma il loro cuore è ormai indirizzato verso una chiusura, diventa freddo, di pietra. Non ascoltano più Gesù che voleva far loro ardere il cuore con la grazia dello Spirito e della sua Parola.
Abbandoniamoci, facciamo agire in noi con molta docilità e accoglienza la grazia dello Spirito di Gesù e la sua Parola che vuol far ardere il nostro cuore!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,31-59, Domenica 12 marzo 2023 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)