Lunedì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 17 aprile 2023

“In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.” (Gv 1,35-42)

L’incontro con il Signore Gesù parte dalla testimonianza di Giovanni il Battista che lo indica: «Ecco l’agnello di Dio!».
Due dei suoi discepoli allora seguono Gesù. Da questo incontro nasce la vocazione dei due discepoli e di Pietro: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa»
L’essere testimoni di Gesù è essere diffusori del bene per suscitare in alcune persone il desiderio di approfondire e magari seguire il Signore. Così Giovanni il Battista compie la sua missione testimoniando il Cristo, così iniziano a esserci discepoli di Gesù che a loro volta diventeranno testimoni che susciteranno altri testimoni ancora.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42, Lunedì 17 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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