IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica del Cieco
Domenica 10 Marzo 2024

Vangelo:

Riflessione:

“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».” (Gv 9,1-38b)

“L’amore illumina l’umanità”
La luce che porta il Signore Gesù vuole illuminare l’umanità dalla sua incredulità. Una luce per rischiarare le anime. Il Cieco nato è in una situazione di oscurità, non vede e questo fin dalla nascita, non ha mai visto alcuna cosa, non sa che cosa è la vista di una forma, di un oggetto, di una persona li ha solo sentiti con il tatto, e colto odori, suoni.
La malattia doveva essere giustificata e lo era: chi era malato aveva compiuto un peccato proporzionale alla malattia. Ma il Cieco nato non poteva aver compiuto un peccato prima di nascere e allora si riteneva che il peccato fosse da imputare ai genitori o a parenti.
La domanda dei discepoli è retorica, si aspettavano da Gesù una risposta riguardo il peccato commesso dai genitori che si è riversato nella cecità del loro figlio.
«Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»
Gesù spiazza. Non è colpa di alcuna persona.
«Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.»
Il Cieco viene guarito, in disparte, Gesù non ama farsi vedere. Questo un grande segno, un miracolo, ma non lo scopo dell’uomo quello di cercare i miracoli ma lo scopo è quello di credere nel Signore Gesù per la vita eterna. I segni, i miracoli dicono che c’è il Signore Gesù con la sua misericordia e vuole che l’uomo sia poi nella beatitudine celeste per sua scelta.
Gesù dunque porta la luce, che per il ex Cieco sarà piena dopo un cammino fatto di incredulità, dubbi, opposizioni e persino una scomunica.
Il Cieco improvvisamente riesce a vedere. Il miracolo è anche nella sapienza di riconoscere le cose viste oltre al dono di vederle con gli occhi. Un conto è vedere, un conto è cogliere e sapere cosa è quello che si vede.
L’ex Cieco inizia a usare il dono della vista e suscita reazioni e stupore ai vicini, a coloro che lo avevano visto mendicante, ai farisei e ai giudei.
Prevale l’incredulità e la durezza di cuore di alcuni che non riescono ad accettare che un cieco nato possa ora vedere e soprattutto il fatto accaduto nel giorno del riposo del sabato.
In questo l’ex cieco, al di fuori delle opinioni e dei giochi di potere politico religioso, agisce con onestà, e capisce la cecità dei farisei e poi dei giudei nel non voler riconoscere il dono ricevuto. Sono loro tutti nel peccato nella ipocrisia, impediti di riconoscere che c’è in mezzo a loro stessi il Cristo atteso, Gesù. Sono loro i ciechi.
Quest’uomo scacciato dalla Sinagoga, oggi diremmo scomunicato, ora vede e arriva alla fede e vede Gesù che gli fa ardere il cuore.
«Credo, Signore!»
“L’amore illumina l’umanità”

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,1-38b – Domenica 10 Marzo 2024 Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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