Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 Giugno 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede. E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta».” (Lc 12,22-31)
Provvidenza. Affidarsi, avere fiducia della presenza del Signore che provvede. Se c’è la fede, se c’è la percezione di essere veramente figlio, figlia di Dio grazie al battesimo ricevuto, se c’è la volontà di essere cristiani non solo sulla carta ma realmente nella quotidianità, allora dovrebbe esserci la fiducia nella provvidenza, un Dio che provvede anche nelle cose materiali dove esse necessitano.
Su questo aspetto credo che vi sia una diffusa disillusione ma vi sono molte realtà dove la provvidenza arriva: una per tutte la Caritas che non è solo una associazione benefica umana ma è l’espressione della carità cristiana nella quale si esprime la provvidenza del Signore. Poi vi sono situazioni prettamente personali dove si può cogliere la presenza del Signore che interviene.
«Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede.»
Sì, la fede è la virtù teologale che porta poi anche alle altre, la speranza e la carità. Se c’è fede, c’è speranza e c’è anche carità, anche quella che riceviamo grazie alla provvidenza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,22-31 – Domenica 2 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)