III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 9 Giugno 2024

“Partito di là, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”. Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”. ” (Mc 10,1-12)

L’uomo dice le sue prime parole quando vede sua moglie.
«l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta» (Genesi 2,23)
In ebraico ish vuol dire uomo, e ishshà vuol dire donna.
In questo l’uomo acquista vita, gioia, movimento, esce da quel torpore e inizia a esistere veramente. Qui c’è la comunione, l’armonia, l’essere due persone assieme in una relazione buona.
«Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.» (Genesi 2,25)
Poi la fragilità dell’uomo e della donna fanno il peggio. L’armonia si interrompe e entra come un fulmine a ciel sereno il peccato, l’egoismo, il possedere l’uno, l’altra. La bellezza primitiva è andata perduta. Gesù la vuol fare ritornare, con quella promessa che si scambiano gli sposi davanti a Dio:
“Io accolgo te come mio sposo/a e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti per tutti i giorni della mia vita”
Gesù vuole far riemergere la dignità di entrambi, dello sposo e della sposa, perché nella loro unione possano camminare assieme come una unica carne che non può essere disgiunta.
«Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto»
Oggi viviamo in una realtà fatta di divisioni, dove l’uomo e la donna spesso si dividono, spesso nella loro intima fragilità non riescono a comporre percorsi di riconciliazione, di comprensione reciproca. La Chiesa accoglie chi non è riuscito nel matrimonio ed è rimasto senza il coniuge, e a volte con percorsi adatti per chi ha una nuova, un nuovo compagno, perché il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,1-12 – Domenica 9 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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