Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Giugno 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce». Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose loro.
Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
«Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?».
Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
«Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano,
e io li guarisca!».
Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio. Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,35-50)
Gesù è al centro delle scritture, è Colui che è stato annunciato dai profeti. Nel Vangelo c’è la citazione del profeta Isaia che «vide la sua gloria e parlò di lui», parlò di Gesù. Gesù con forza afferma che è lui il riferimento alla luce, colui che fende le tenebre e da la possibilità ad ognuno di uscire dal proprio buio fatto di chiusure, convinzioni irremovibili, divisioni. La luce del Signore Gesù porta a prendere coscienza del buio che c’è dentro e di fenderlo, di illuminare, eliminare le tenebre dentro l’anima. La possibilità è la ripresa di vita, la rinascita della persona dando importanza a Gesù. La salvezza portata da Gesù è importante: «perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.»
Lo scopo è quello di togliere l’uomo da quella via in cui si è infilato, una via fatta di egoismi, interessi particolari, e riportarlo sulla via dove si scopre la bellezza della vicinanza, della solidarietà, della carità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,35-50 – Domenica 23 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)