XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 18 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1b-10)

Il centurione, capo di un centinaio di soldati, esprime la sua fede in Gesù, dapprima mandando alcuni anziani dei Giudei perché Gesù venisse a salvare il suo servo ammalato. Poi, quando Gesù si era già incamminato verso la casa dov’era il servo ammalato, mandando un gruppo di amici a riferirgli:
«Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito.»
Il Centurione riconosce la signoria di Gesù, capisce che è importante e ha a che fare con Dio. Esprime la sua fede in modo militare, come lui deve ubbidire a un superiore e dare ordini ai soldati che prontamente gli ubbidiscono, così Gesù. Il centurione crede che Gesù abbia un suo “comando” al quale ubbidiscono dei suoi “soldati” probabilmente riferendosi creature celesti come gli angeli.
L’azione del Signore Gesù si esaudisce “a distanza”, senza recarsi nella casa il servo viene guarito.
Il Signore esprime la sua vicinanza all’uomo e lo fa venendo incontro a qualsiasi persona che esprima nel cuore la verità della sua fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1b-10 – Domenica 18 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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