Lunedì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Giovanni Eudes, sacerdote
Rito ambrosiano
Lunedì 19 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.” (Lc 13,10-17)

La guarigione compiuta da Gesù di un donna è considerata non giustificata nel giorno del riposo del sabato mentre abbeverare il bue o l’asino è giustificato. Il capo della sinagoga applica alla lettera la normativa che non contempla la guarigione e non riesce a vedere la grazia di Dio nel gesto di Gesù. C’è cecità, e probabilmente la superbia nel considerarsi detentore delle regole e giudice inappellabile nell’applicarle. Ma lo stile dovrebbe essere diverso: umile che si apre allo stupore delle opere di Dio che capitano sotto i propri occhi.
Per essere aperti alla grazia di Dio necessita l’umiltà, la disposizione di un cuore a stupirsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,10-17 – Lunedì 19 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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