IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 22 Settembre 2024

“In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,41-51)

«Io sono il pane disceso dal cielo», è il pane della vita, è Gesù. È la salvezza che ogni uomo, consapevolmente o inconsapevolmente, va cercando.
Pane di vita: è dono del Signore Gesù che è Dio, dono della vita e dono perché si viva bene questa vita che ci è stata donata,.Guardando a Gesù si diventa persone che desiderano anche loro donare qualche cosa. Gesù ha donato se stesso, il Pane della vita, e donandosi si scopre la profondità della gioia anche in mezzo a molte difficoltà.
Pane di vita disceso dal cielo: Dio ha deciso di essere uomo fra gli uomini sue creature. Ha deciso di di scendere, di discendere dal cielo, di umiliarsi e di non usare per sé i suoi infiniti poteri, ma di fare tanto per tante persone in difficoltà. Gesù è il pane della vita disceso dal cielo.
«Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno»: accogliendo veramente nel cuore Gesù mangiando il suo pane, vi è già uno sguardo verso l’infinito, qualche cosa che non ha più termine, una speranza che si fissa nel cuore anche se non si può vedere ma si sa che c’è.
Apriamo il nostro cuore a Gesù, il pane della vita perché vuole il nostro bene e vuole che doniamo anche noi il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,41-51 – Domenica 22 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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