Martedì della II settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
martedì 5 Novembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)

Il comandamento di Dio è vita eterna. È citato nelle parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «E io so che il suo comandamento è vita eterna.»
Il comandamento di Dio è certamente da rispettare, da tentare di vivere. Se vissuto come norma e costrizione non produce una vita piena orientata alla gioia. Se si inizia a conoscere che cosa vuol dire rispettare quel comandamento, a conoscere l’amore in esso contenuto, allora lo stesso comandamento viene assunto come facente parte della persona come cosa propria e fondante, come se fosse veramente mio poiché sono stato creato da Dio.
Si tratta di vivere l’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 – Martedì 5 Novembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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