III Domenica di Quaresima

Domenica di Abramo
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Marzo 2025

“n quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)

«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»
Rimanere nella Parola di Gesù significa ascoltarla e farla propria come cosa principale che mi accompagna lungo la giornata, lungo la settimana. Di certo non dev’essere interpretata alla lettera ma dice una indicazione fondamentale per vivere bene la settimana, la vita.
Ascoltando così la Parola di Gesù si è veramente discepolo, discepola, vivendo la propria vita, nel lavoro, nello studio, nelle faccende di casa, nello svago, nei momenti difficili.
In questo cammino si apre la mente, si scopre la verità, si sperimenta il vedere con occhi che ampliano lo sguardo alla luce del Signore.
Questo porta alla libertà, è l’esprimersi per quello che si è. Per giungere a questo c’è un cammino alla luce del Signore per divenire persona felice. Una persona libera è felice in quelle espressioni che non sono di esaltazione ma di serenità e pace interiore.
Il peccato impedisce questo percorso come quei Giudei che non riescono ad ascoltare veramente Gesù e fanno solamente polemica credendosi giusti, non c’è altra verità custodita da loro e al di fuori di loro. Questi Giudei, perché schiavi del peccato chiusi nella loro presunzione di essere perfetti perché hanno come padre Abramo, decidono di uccidere Gesù cercando una accusa contro di lui. La stessa ricerca di qualche cosa che possa giustificare una condanna a morte è essa stessa un gravissimo peccato. Avrebbero dovuto invece cercare di conoscere Gesù entrando in relazione per riuscire a capire e a giudicare senza la presunzione di essere perfetti.
La verità di Gesù ci fa liberi, spezza la catena che lega al peccato, e infonde nel cuore speranza verso una Pasqua che può diventare espressione forte della speranza, Pellegrini di Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,31-59 – Domenica 23 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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