Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 4 Maggio 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».” (Gv 8,12-19)
«Io sono la luce del mondo;»
Gesù dice questo ai quei scribi e farisei durante la festa dell Capente che nella tradizione ebraica è piena di luce in ricordo della colonna di fuoco che era di riferimento per la via da percorrere durante la notte per il popolo di Israele liberato alla schiavitù dell’Egitto.
Durante questa festa Gesù proclama di essere lui la vera luce che libera dalle tenebre, è la vera liberazione dell’anima di ogni persona. Non si tratta solamente di una salvezza terrena che può indicare vie di riconciliazione, di pace, ma anche e soprattutto una salvezza eterna che si cala nella Speranza. Una luce interiore, forte, di vita, luce della fede e di Speranza.
Ma è possibile essere nelle tenebre in una qualche sorta di cecità, una illusione di vita, fatta di cose sfuggevoli, temporanee e spesso con una caratteristica comune: l’egoismo. Si cerca di procurarsi gioia effimera, che dura poco, lascia l’amaro in bocca. Questa non è la via dell’amore e non è la via della felicità, è invece la via dell’oscurità dell’essere ciechi, di voler esserlo nel restare nelle tenebre.
Esiste un desiderio dell’uomo nella direzione tenebrosa e spesso rimane in questa condizione per sua scelta libera.
Per uscire da questa illusione vi è l’affidamento al Signore Gesù, luce del mondo, offerta a ogni persona che voglia uscire dalla sua pochezza ed essere finalmente illuminata dalla grazia del Signore. Ci si apre alla Speranza, alle scoperte non hanno mai fine in un cammino fatto con perseveranza e umiltà, qui c’è il Signore che illumina la strada.
«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»
Quei scribi e quei farisei che contestano Gesù purtroppo sono fra quelle persone che decidono di rimanere nelle tenebre pur avendo visto i molti segni (miracoli) di Gesù. È una libera scelta che viene sostenuta vicendevolmente, l’un l’altro in una misteriosa spirale oscura, è un rifiuto della evidenza che era davanti ai loro occhi. Gesù offre comunque luce anche per coloro che lo contestano o non credono in lui: «Io sono la luce del mondo»
È universale, offerta alle persone che sono nella cecità! Signore aiutaci a togliere le nostre piccole e grandi cecità, Luce del mondo aiutaci a percorrere luminosi cammini di pace, di Speranza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 – Domenica 4 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)