beato Serafino Morazzone, sacerdote
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 9 Maggio 2025
“In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».” (Gv 6,22-29)
La folla capisce. Gesù è andato anch’esso via ma non con i suoi discepoli che avevano preso la barca. La folla intuisce che Gesù è anch’esso con i suoi discepoli ed è con loro per via di un miracolo, di una manifestazione sovrannaturale. Gesù era semplicemente scomparso e apparso con i suoi discepoli. Gesù infatti era apparso ai suoi discepoli sedando l’agitazione delle acque approdando velocemente all’altra riva del mare.
Viene raggiunto dalla folla e Gesù usa la sua schiettezza: il motivo per cui lo cercavano era perché si erano sfamati, e forse volevano continuare a esserlo stando presso Gesù. Una via semplice per tirare avanti la vita faticando poco o senza faticare. Ma non è questo lo scopo del Signore, c’è un cibo che è più grande e dura per sempre, ed questa è la direzione che l’uomo dovrebbe prendere, cercare questo cibo:
«Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.»
Credendo in Gesù si è già nutriti di questo cibo, la Speranza si riaccende e si è già rivoluzionata la vita verso il bene.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,22-29 – Venerdì 9 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)