Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 17 giugno 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.” (Lc 4,25-30)
Alcuni segni di alcuni profeti come Elia e Eliseo confermavano che il dito di Dio era con loro. Ma Gesù è differente poiché è più che un profeta, è il Figlio di Dio, è Dio.
Nessuno aveva compreso questo se non i discepoli ma solo dopo la sua passione, morte e risurrezione al momento della Pentecoste. Gesù chiede di fidarsi di lui ma i suoi che lo hanno visto crescere fanno molta fatica a riconoscerlo quanto meno come un grande profeta.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,25-30 – Martedì 17 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)