Solennità del Signore
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 19 giugno 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.” (Lc 9,11b-17)
Questa Solennità fu introdotta per ravvivare la fede sulla presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nel Santissimo Sacramento. Infatti non pochi sacerdoti avevano perso la fede riguardo alla verità sull’Eucarestia, la presenza reale di Cristo. Vi era bisogno di un aiuto e questo fu portato da Dio con i miracoli eucaristici per fugare i dubbi e celebrare nuovamente con devozione l’Eucarestia.
Nel 1264 fu introdotta la Solennità del Santissimo Sacramento, per ravvivare la fede dei fedeli e per espiare i peccati commessi contro il sacramento dell’Eucaristia.
Nel 1264 papa Urbano IV, dopo aver riconosciuto il miracolo eucaristico di Bolsena, istituì la solennità del Corpus Domini come festa di precetto e la estese alla Chiesa universale, fissandola al giovedì dopo l’ottava della Pentecoste
Nell’Eucarestia abbiamo il Corpo donato di Gesù che offre tutto se stesso , la sua esistenza per le sue creature, e il sangue versato, luogo d’amore del Signore che sacrifica se stesso per ogni uomo.
In ogni celebrazione eucaristica c’è la riproposizione dell’unico sacrificio di Cristo, il corpo donato e il sangue versato. È la presenza reale del Signore che nutre l’anima, sostiene con il suo amore ogni fedele accompagnandolo nella sua vita.
Gesù che è Dio ha donato il suo corpo e il suo sangue perché non mancasse mai la sua presenza, vicinanza ad ogni uomo. Il Sacramento dell’altare è il centro della vita ecclesiale, rafforza la fede perché non è semplice memoria ma reale presenza del nostro Signore Gesù Cristo per noi. È la Speranza per la vita senza fine.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,38-41 – Giovedì 19 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)