Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 13 Luglio 2025
“In quel tempo. Un tale chiese al Signore Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio».” (Lc 13,23-29)
«Sforzatevi di entrare per la porta stretta».
La porta stretta non è faccio quello che voglio, non è la certezza di essere persone buone e religiose, non è la convinzione di un futuro nella gloria nel regno dei cieli. Magari si è convinti che nel nome di Gesù pregare, insegnare, fare qualche elemosina o altro ancora sia tutto. Ma se non c’è amore, tutto è fatto solo per se stessi, tutto diventa vano. Se tutto viene compiuto senza amore con atti di apparente bontà e apparente carità, tutto è vano.
Per “entrare per la porta stretta.” c’è bisogno della gioia. Gesù non dà privilegi particolari, non basta pensare di essere un “cristiano impegnato”, non basta essere uno “di famiglia” o far parte di qualche gruppo carismatico o di preghiera.
Necessita l’amore, la gratuità nell’amore che ha come conseguenza la gioia che fa “entrare per la porta stretta.”. Nella gratuità dell’amore si inizia a vivere veramente le cose buone nella carità, perché non vi è alcuna pretesa ma solo gioia nel donare, nel donarsi.
Spesso persone che non sono impegnate superano di gran lunga nella carità, perché veramente vissuta, quelle che pensano di essere impegnate. Sono le prime che vivono sforzandosi di “entrare per la porta stretta.” che sono ben indirizzate verso il regno dei cieli, e non le seconde che fanno spesso il loro proprio esclusivo volere perdendo la gioia.
“entrare per la porta stretta” è amore e gioia.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,23-29 – Domenica 13 Luglio 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)