Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 10 Agosto 2025
“In quel tempo. Mentre i farisei erano riuniti insieme, il Signore Gesù chiese loro: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Di Davide». Disse loro: «Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”?
Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». Nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo.” (Mt 22,41-46)
Gesù nacque dalla discendenza davidica cui faceva parte il padre Giuseppe ma solo da un punto di vista legale, dunque formalmente figlio di Davide e nel contempo anche Signore di Davide perché Gesù è il Figlio di Dio concepito per opera dello Spirito Santo.
Infatti Davide scrisse a riguardo di una persona della sua discendenza e la chiama “Signore”, e questo è potuto accadere solo se ispirato dallo Spirito di Dio.
È come se uno sposo riconoscesse il figlio della sposa come suo ma sapendo che il concepimento non è stato suo ma di un altro uomo. In questo caso Giuseppe prese in sposa Maria che aveva concepito per opera della Spirito Santo e riconobbe Gesù come suo figlio imponendogli il nome di Gesù.
Gesù dunque è Signore di Davide e di tutte le persone passate, presenti e future, anche se i farisei non volevano riconoscere la divinità di Gesù e quindi come loro Signore.
Gesù è Signore anche per me? È veramente il punto di riferimento della mia esistenza, il mio Dio, oppure solo in parte o solo formalmente o per nulla?
Se Gesù è il mio Signore, anche le mie opere dovrebbero avere un sapore d’amore per lo sguardo che ogni giorno riesco a rivolgere la mio Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,41-46 – Domenica 10 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)