Venerdì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santa Teresa di Calcutta
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 5 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».” (Lc 16,19-31)

Un uomo ricco usa la sua ricchezza per suo esclusivo benessere. Non vuole condividere nulla, ha anche una occasione sotto casa per dare un briciolo della sua ricchezza al povero Lazzaro. Il suo cuore avrebbe potuto aprirsi e provare finalmente la gioia del donare e del donarsi. Nulla di tutto ciò. Il suo cuore è rimasto chiuso.
Qui si corre il rischio di perdersi per sempre lontano dalla fonte d’amore, Dio.
Un buon uso delle ricchezze sta nell’aver premura dei bisognosi, e dovrebbe essere un insegnamento da mettere nel cuore tentando di sconfiggere l’indifferenza.
Il giudizio al termine della esistenza terrena è individuale e pienamente rispettoso delle scelte consapevoli che ognuno fa. Esso è definitivo.
Questo è il tempo per convertirsi, di gioire nell’amare, essere persone che provano se pur in grandi difficoltà di essere amate e amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,19-31 – Venerdì 5 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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